Quotidiani scleri universitari

Prima o poi riuscirò a capire quello che passa per la mente di un professore universitario qualsiasi. Secondo me vivono in un mondo parallelo oppure non hanno mai veramente frequentato le lezioni, altrimenti non si spiega la loro totale alienazione rispetto ai problemi di orario degli studenti. Ora, capisco e comprendo che un professore vuol finire il proprio programma, e capisco anche che lo fa nel mio interesse. Il problema è che io non sono una nullafacente, ho una vita al di fuori dell’università, ho gli esami da fare, non posso continuare a seguire le lezioni fino alla fine di gennaio! Il giorno in cui dovevano ufficialmente finire era il 15 gennaio, il 15 porca miseria! Non è che tu puoi dirmi candidamente: “No, guarda, abbiamo ancora tot ore e dobbiamo finire il 22”, no che non devi finire il 22. Possibile che prima dell’inizio dell’anno accademico quei quattro imbecilli non riescono a mettersi d’accordo sull’orario? E’ possibile che io, il primo semestre, devo seguire 8 corsi diversi con orari sovrapposti? Madre natura ancora non mi ha dato il dono dell’obiquità, devo fare una scelta. E da qualsiasi angolazione uno la valuta sbaglia comunque. Perchè se decidi di andare alla lezione A invece di andare alla B, poi il professore B ti chiede: “Mi scusi signorina, perchè lei non ha seguito? E’ importante seguire bla bla bla”. Ecco. Poi il secondo semestre devo seguire un corso solo. Ora, ditemi, è normale? E’ normale che le lezioni finiscono a fine gennaio e non abbiamo nemmeno marzo come mese per le sessioni? No, non è normale. Sono al mio ultimo anno di università, il secondo della laurea specialistica, e queste cose non sono mai successe. Il problema dell’università non è che ci sono troppi esami, il problema è che i professori non parlano tra di loro nemmeno se li crocifiggi. Mi chiedo, con tutti gli strumenti oggi a disposizione: telefonini, e-mail…che ci vuole a fare una telefonata e dire: “Oh, senti, abbiamo le lezioni sovrapposte, come si può fare?”

Annunci